«Grazie, cara. Persone come te sono rare e preziose. Hai un cuore d’oro.»
Dopo un breve istante, si voltò per andarsene, ma non senza prima lanciare un’ultima frase: «Il seme di bene che hai piantato oggi crescerà e porterà frutti d’oro. Aspetta e vedrai.» Con quella profezia, la donna si allontanò, lasciando increduli gli astanti.
La situazione si fece tesa quando, subito dopo la sua partenza, il Signor Almeida affrontò Julia, furibondo. «Sei impazzita?» sibilò con voce carica di veleno. «Chi credi di essere per metterti in mezzo tra me e i miei clienti? Qui comando io. Ho io il potere.»
Julia, tremante ma determinata, rispose: «Ho soltanto seguito il cuore. Non potevo restare in silenzio mentre vedo un’anziana umiliata. È un essere umano come noi.» Il coraggio dimostrato non placò la furia del direttore, anzi, lo fece infuriare ulteriormente.
«Ultima avvertenza, mi senti? Un altro passo così e ti troverai per strada. Torna a lavoro e non farmi perdere tempo.»
Rientrando in sala, Julia sentì lo sguardo inquisitore degli avventori, la maggior parte dei quali ignorava il suo dolore. La compassione era merce rara nel ristorante. Solo due clienti in un angolo, una coppia benestante, commentavano ad alta voce la situazione.
Chiari segni di arroganza: «Incredibile, quella cameriera ha difeso una mendicante invece di preoccuparsi della clientela. Qui si paga per un’esperienza elegante, non per subire imprevisti del genere.»
Questo costituiva una conferma per Julia che il mondo, per quanto crudele, e la vita nel ristorante erano una lotta continua. Eppure, il fiore che custodiva tra le mani divenne il suo unico conforto.